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giornalino della scuola - venerdì 20 settembre 2019 

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[NOTIZIE]

DOCENTI RICERCATORI:

alla fine dell’anno scolastico è tempo di bilanci!


All’inizio dell’anno scolastico che sta per concludersi, i docenti dell’Istituto Comprensivo erano stati chiamati a decidere sulle scelte formative da attivare durante l’anno nei tre ordini di scuola. Il percorso da realizzare si presentava arduo, incerto e con molti elementi da chiarire. Primo tra tutti, cosa indicava il documento letto frettolosamente durante il Collegio dei Docenti dell’8 e 9 settembre 2006, per tutti noto come allegato n.1 e oggetto dei gruppi di lavoro del giugno precedente? Ancora, chi era la nuova insegnante di sostegno proposta come Funzione Strumentale per l’area della Formazione? Come mai tanto giovane e inesperta? Molti chiedevano: “sarà laureata? Da quanti anni insegna? Da dove viene? Cosa vuole fare?”.
Non c’è da preoccuparsi! Infatti, il clima di festa e di saluti al rientro dalle vacanze, l’abbronzatura sui visi delle colleghe, il desiderio di sperimentare cose nuove e il proposito di cominciare bene il nuovo anno scolastico hanno reso tutto più facile e meno faticoso.
Ma poi? Non è andato sempre tutto così.
Il Collegio aveva approvato un modello di formazione basato sulla Ricerca-Azione, che comprendeva momenti di formazione con esperti esterni, momenti di autoformazione dei docenti, sperimentazione nelle classi di quanto progettato e verifica in itinere. Perciò è stato subito proposto ai docenti un quesito per analizzare i bisogni formativi della scuola e progettare di conseguenza il percorso da realizzare. Ricordate? La domanda della discordia era: “che cos’è per te l’UDA e come organizzeresti i percorsi inclusivi?”.
C’è stato immediatamente tanto caos, malumore e assenteismo, dovuto ad una errata interpretazione della finalità della richiesta. Ma i dati raccolti ed esaminati hanno permesso comunque di impostare il nuovo percorso.
Successivamente, dopo aver realizzato in sede di programmazione didattica la I macro e microprogettazione per il primo quadrimestre, i docenti dei tre ordini di scuola hanno partecipato agli incontri di formazione sulle Unità di Apprendimento tenuti dal Dirigente Scolastico Giuseppina Politi e dai suoi collaboratori, ed hanno avvertito l’esigenza di revisionare più volte in autoformazione le UDA già realizzate, accogliendo le indicazioni date dagli esperti.
Ma tutto il lavoro fatto a cosa serviva? Le UDA progettate dovevano rimanere solo nel cassetto della cattedra per essere ricopiate a giugno nel registro, oppure dovevano essere attuate nelle classi?
Di qui la decisione dell’esperto di chiedere ai docenti dei coraggiosi volontari per costituire delle classi sperimentali nelle quali sperimentare appunto quanto progettato.
Dopo un primo momento di imbarazzo e di preoccupazione, sono state attivate quattro classi sperimentali (la III sezione della Scuola dell’Infanzia di Casoli, le classi IV della Scuola Primaria di Casoli, le classi IV della Scuola Primaria di Altino e la classe II A della Scuola Secondaria di Casoli), che hanno progettato e realizzato da uno a tre percorsi di Ricerca-Azione, avendo come sfondo i progetti di Cooperazione Internazionale e i progetti Ambiente approvati nella scuola e privilegiando l’attuzione della didattica inclusiva, metacognitiva e dell’apprendimento cooperativo.
Una parentesi a parte meritano gli alri due corsi di formazione attivati nella scuola:
la realizzazione del Sito Web dell’Istituto, alla quale hanno partecipato rappresentanti dei docenti e del personale ATA, coordinati dall’esperto di informatica, Dott.ssa Lucia Travaglini e l’elogiatissimo corso di formazione sui “Disturbi Specifici di Apprendimento: Dislessia, Disortografia e Discalculia” tenuto dalla Psicologa Dott.ssa Lucia Susca, che ha ricevuto un plauso particolare da parte dei docenti intervenuti, per la qualità del corso e la ricaduta nelle classi delle indicazioni fornite sui disturbi.
Quale bilancio alla fine dell’anno scolastico? Quali sono stati gli elementi positivi e quali invece gli elementi negativi? Il percorso di formazione è interamente concluso? Cosa si lascerà in eredità per il nuovo anno scolastico e cosa invece dovrà essere modificato?
Il bilancio vede alcune voci in entrata:
- crescita della qualità del processo di insegnamento-apprendimento,
- perfezionamento della capacità di progettazione degli insegnanti, con l’evidente ripercussione nelle classi;
e molte voci in uscita:
- assenteismo dei docenti, in quanto su 85 insegnanti dell’Istituto, 66 avevano aderito alla formazione ma via via le presenze si sono ridotte fino a raggiungere le 15-20 firme negli ultimi incontri,

- difficoltà incontrata nell’attuare la Ricerca-Azione,
- difficoltà nel progettare e documentare i percorsi sperimentali,
- volontà di portare avanti fino in fondo in modo maturo e consapevole le decisioni assunte.
Sicuramente il percorso formativo non è concluso, come speriamo la volontà di questa scuola di “mettersi in gioco” e di sperimentare sempre difficoltà nuove, ma quando si parla di eredità, “come nelle migliori famiglie” qualcuno resta sempre scontento. Perciò l’intento non deve essere quello di dare tutto a tutti, ma di dare ad ognuno ciò di cui ha bisogno, anche se con modalità diverse. Di conseguenza può essere positivamente applicata anche in questo caso una frase di Bertold Brecht: “Quando ci si trova davanti ad un ostacolo, la linea più breve tra due punti può essere una linea curva”.
Buone vacanze e buon riposo a tutti gli operatori della scuola.




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