Qualità Ambientale - giovedì 23 maggio 2013
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Allo scopo di determinare la qualità ambientale del bacino del Feltrino, è stato redatto uno studio multidisciplinare che ha previsto:
1. Indagine storica. Sono state raccolte tutte le informazioni di carattere storico sul bacino idrografico, utili a delineare l’evoluzione ambientale avvenuta al suo interno, i dati idrografici disponibili e la documentazione inerente lo stato di qualità del corso d’acqua.
2. Acquisizione degli strumenti cartografici: carte topografiche digitali e “convenzionali” su supporto informatico (IGM, ortofoto, carte climatiche, uso del suolo, carta della vegetazione ecc.).
3. Analisi degli aspetti socioeconomici e dei "fattori di perturbazione primari" dell’ecosistema fluviale: demografia, uso del suolo (tipologia delle colture agrarie, insediamenti produttivi, artigianali e urbani), mosaico dei PRG locali, attività produttive (agricole, zootecniche, industriali, artigianali, turistiche) e viabilità locale (autostrade, strade statali, provinciali e locali, strade rurali, rete ferroviaria). E’ stato poi valutato l’impatto che le attività antropiche e le infrastrutture esercitano sull’ecosistema del Feltrino.
4. Analisi delle fognature, del sistema di depurazione e degli scarichi idrici. E’ stata studiata la distribuzione delle acque e del sistema fognario e di depurazione, sia attraverso un censimento diretto, effettuato risalendo il corso d’acqua dalla sorgente alla foce, sia attraverso un censimento indiretto, acquisendo la documentazione relativa agli scarichi autorizzati (D.Lgs. 152/99) da parte della Provincia di Chieti.
5. Censimento dei detrattori ambientali (discariche, cave, siti contaminati, abusivismi) e delle opere e manufatti in alveo (argini, briglie, ecc). Tra i mesi di marzo e luglio 2004 sono stati fatti dei rilevamenti su campo; in ogni punto di campionamento è stata compilata una scheda per valutare il livello di degrado ambientale e, in alcuni punti, è stato misurato il livello piezometrico. I dati sono accompagnati da documentazione fotografica.
6. Analisi delle risorse idriche. Mediante metodi statistici sono stati analizzati i dati storici termo-pluviometrici registrati dalle stazioni pluviometriche di Lanciano e San Vito (periodo 1949-2000); sono stati acquisiti ed elaborati dati relativi ai sistemi di approvvigionamento idrico potabile, agli usi delle acque per scopi domestici, irrigui e industriali; sono stati censiti i pozzi utilizzati per l’agricoltura e per le attività produttive e le sorgenti presenti nel bacino.
7. Stima del bilancio idrico di bacino mediante l’utilizzo di un modello matematico basato sull’equazione del bilancio idrico annuale, per valutare le portate di piena del corso d’acqua. A tal fine sono stati raccolti i dati dei consumi idrici, di portata degli scarichi ed è stata stimata la portata media annua. Per valutare l’evapotraspirazione potenziale è stato utilizzato il metodo di Thornthwaite.
8. Censimento delle aree di rischio idrogeologico (rischio alluvioni e rischio frane). I dati relativi al Bacino del Feltrino derivano dal Piano Stralcio dei Bacini Idrografici di Rilievo Regionale Abruzzesi e del Bacino Interregionale del Fiume Sangro redatto dalla Regione Abruzzo.
9. Campionamenti ed analisi chimico-fisiche e biologiche delle acque del Feltrino e dei suoi affluenti. Lo studio è stato condotto attraverso un campionamento preliminare, condotto nel luglio 2003, e due successive serie di campionamenti, rispettivamente durante il mese di ottobre 2003 e nei mesi di febbraio e marzo 2004. Sui campioni di acqua raccolti sono state effettuate analisi chimico-fisiche, biologiche e tossicologiche.
10. Analisi dello stato della vegetazione ripariale. E’ stata valutata la struttura della vegetazione riparia e la sua funzionalità come fascia tampone, lungo tutta l’asta fluviale, attraverso l’uso di opportuni indici.
11. Raccolta dati sulla biodiversità. Si sono raccolti i dati riguardanti le specie di interesse conservazionistico ed economico attualmente presenti nel bacino e di quelle localmente estinte.
Le indagini hanno consentito la valutazione delle situazioni di criticità ambientale e l’individuazione delle cause di degrado.
In sintesi, i problemi riscontrati sul bacino del Feltrino sono i seguenti:
1. Malfunzionamento del sistema depurativo e fognario esistente.
2. Degrado dell’ecosistema:·
- Inquinamento dalla sorgente;
- Stato ecologico del corso d’acqua;
- Perdita della fascia ripariale;
- Perdita di biodiversità locale, con particolare riguardo alla flora riparia e alla fauna ittica.
3. Presenza di siti contaminati e problemi di dissesto del suolo:
- Abbandoni di rifiuti;
- Erosione del suolo;
- Frequenti variazioni di portata;
- Rischio idrogeologico.
4. Eccessivo sfruttamento dell’acqua per attività produttive.
Lo studio ha permesso di redigere un piano di riqualificazione ambientale, ora in fase di completamento, strutturato anche a vantaggio della balneabilità delle acque litoranee e di eventuali usi irrigui.
Il piano è stato suddiviso nelle seguenti fasi:
FASE I: Misure di emergenza. Sono finalizzate all’isolamento ed all’eliminazione delle fonti primarie dell’inquinamento (fattori di perturbazione primari) attraverso potenziamento delle reti fognarie e degli impianti di depurazione e il controllo degli scarichi abusivi.
FASE II: Misure di recupero. Hanno lo scopo di realizzare dei sistemi di contenimento per impedire la diffusione degli inquinanti verso le matrici ambientali e gli altri fenomeni correlati all’inquinamento. Prevedono, inoltre, l’installazione di sistemi di monitoraggio per il controllo dell’inquinamento, la mitigazione dello stato di degrado e la gestione adattativa dello stesso. Ciò si realizza attraverso: la bonifica dei siti inquinati, la sistemazione dei versanti con tecniche di ingegneria naturalistica, il ripristino della fascia ripariale.
FASE III: Misure di miglioramento. Finalizzate alla soluzione permanente del problema attraverso l’impiego di diverse tecniche di risanamento, che permettono di migliorare le condizioni dell’ambiente fino al raggiungimento dei valori limite previsti. Prevedono: impianti di fito e litodepurazione; piani di azione e di reintroduzione a favore della fauna locale; realizzazione di un parco fluviale.