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[Buone Prassi e approfondimenti]

Education at a Glance 2009

Uno sguardo sull’educazione

Immagine:

“Education at a Glance, Uno sguardo sull’educazione 2009”

Il 9 settembre 2009 è uscita l’edizione 2009 del Rapporto annuale dell’Ocse “Education at a Glance, Uno sguardo sull’educazione 2009” (i dati del rapporto sono aggiornati al 2007).
I temi di indagine e comparazione statistica del Rapporto sono:
• i livelli di educazione e i numeri degli studenti;
• i benefici economici dell’educazione sia per i singoli sia per le società;
• i costi dell’educazione sia privati sia pubblici;
• l’ambiente scolastico.





L’aspetto innovativo e interessante del rapporto consiste nello studio della relazione tra l’investimento in istruzione e la crisi economica, confrontando i costi dell’istruzione e l’assenza di un guadagno durante il corso di studi, con le prospettive salariali.

Secondo l’OCSE chi investe in studi universitari ha ritorni futuri in termini di salari più alti e una minore vulnerabilità alla disoccupazione
Le conseguenze sulle opportunità occupazionali sono più importanti che mai nel difficile mercato del lavoro di oggi. Nei periodi di recessione, le persone con un basso livello di istruzione secondaria superiore sono maggiormente esposte ai rischi della disoccupazione rispetto ai lavoratori più qualificati (Indicatore A6*).
Inoltre, i giovani con un basso livello di qualificazione hanno maggiori probabilità di rimanere esclusi per lungo tempo dal mercato del lavoro. Nella maggior parte dei paesi oltre la metà dei lavoratori tra i 24 e i 34 anni scarsamente qualificati sono disoccupati di lunga durata (Indicatore C3*). I lavoratori che completano gli studi universitari - oltre il 50% in alcuni paesi – percepiscono compensi più alti, e in alcuni paesi questi compensi stanno aumentando (Indicatore A7*). In genere, nei paesi dell’OCSE, l’istruzione terziaria genera un valore attuale netto di circa due volte superiore all’istruzione secondaria superiore o postsecondaria non terziaria (Indicatore A8*).

(* per approfondire gli Indicatori visita la pagina OCSE linkata alla fine del testo– versione in inglese)

La fotografia scattata dall’Ocse al sistema di istruzione italiano è fatta di luci e di ombre. Nel nostro paese gli insegnanti sono «lasciati da soli», senza nessuno che valuti le loro prestazioni o il loro rendimento. Dal rapporto emerge, infatti, che il 55% degli insegnanti italiani non riceve alcun tipo di riscontro, positivo o negativo, in riferimento al lavoro svolto.

Accanto a questo dato negativo, si registra però un positivo incremento di quasi il 6% degli studenti che raggiungono la laurea o ottengono un diploma di specializzazione, in linea con gli altri paesi dell’Ocse.
Il rapporto, aggiornato al 2007, mostra in generale un aumento della popolazione istruita nei paesi membri, soprattutto per quanto riguarda coloro che ottengono un diploma di laurea o una specializzazione. Tra il 1998 e il 2006 il numero delle persone laureate o in possesso di un diploma di specializzazione è cresciuto nei paesi membri del 4,5% all’anno. In Irlanda, Polonia, Portogallo, Spagna e Turchia la crescita ha raggiunto il 7% all’anno, mentre in Canada, Giappone e Corea, il rapporto è di uno su due.

Un altro dato positivo riguarda il numero delle persone che abbandonano gli studi prima di arrivare all’università, in diminuzione fatta eccezione per Germania, Giappone, Messico, Polonia, Turchia e negli Stati Uniti dove le persone con un basso livello di istruzione sono in aumento. Anche l’istruzione primaria è in netta crescita, in particolare in Svezia. In media anche le iscrizioni alla scuola primaria sono passate dal 40% dei bambini tra 3 e 4 anni del 1998 al 71%del 2007.


Per approfondimenti, visita la pagina dedicata all’indagine sul sito web dell’OCSE


Leggi anche una sintesi in lingua italiana


Altri approfondimenti utili:
L’Unione europea ha pubblicato, il 26 agosto 2009, la settima edizione di “Key Data in Education in Europe, 2009”.

L’idagine “Talis - Teaching and Learning International Survey”, offre un filone nuovo di ricerca con una prospettiva comparata sul piano internazionale delle condizioni di insegnamento e di apprendimento.


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