Salta Menù|

Testata

-Rocca San Giovanni - sabato 23 marzo 2019 

Sei in: »Portale Sangro Aventino »Patrimonio Culturale »-Rocca San Giovanni



  Menu Principale



  Chiese


  Palazzi


  Monumenti





  Eventi





[Archivio Storico]

Archivio Storico

Informazioni sull’Archivio Storico Comunale

Immagine:

I primo documento storico in cui viene menzionta Rocca S.Giovanni risale al 1° marzo 1047: si tratta di un diploma firmato dall’imperatore Enrico III per il monastero di S.Giovanni in Venere. Nel 1076 l’abate Oderisio I fece costruire una cinta muraria a protezione della rocca e degli abitanti sparsi nelle campagne limitrofe. Nel 1346 i lancianesi espugnarono Rocca S.Giovanni asportandone il grano del monastero ivi conservato. Nel 1381 fu di nuovo saccheggiata e incendiata da Ugone Ursini conte di Manoppello. Delle mura si conservano pochi resti a causa dei anni arrecati dal terremoto del 1626. Una torre quadrangolare a tre piani, detta “il Castello”, fu distrutta dai tedeschi l’8 novembre 1943.
Il territorio di Rocca San Giovanni, dagli inizi del secolo XIX, comprende una vasta area confinante con i comuni di Fossacesia, S. Vito Chietino, Treglio e Lanciano. Il solo abitato, antica rocca di pertinenza dell’abbazia di S.Giovanni in Venere, non subisce nel tempo sostanziali modificazioni strutturali, mentre aumentano le case sparse sulle proprietà fondiarie e le terre coltivate in seguito ai massicci disboscamenti praticati dai contadini. I primi anni trenta del ‘900 rappresentano un periodo di grande esodo della popolazione verso nuove frontiere. Le partenze si registrano in particolare prima e dopo il conflitto bellico; a farne richiesta sono soprattutto donne con i loro figli che anelano al ricongiungimento con i propri cari all’estero ed al riscatto dalla miseria. Le destinazioni sono l’America (Stati Uniti, Canada, Argentina) e l’Australia. Ben documentato è anche il fenomeno del brigantaggio in epoca post-unitaria. I boschi e l’estesa campagna intorno all’abitato diventano luoghi di rifugio per molti briganti che trovano asilo e protezione nelle masserie contadine. Il 24 gennaio 1863 il sindaco del paese, Giustino Croce, fa voti contro il dilagare del brigantaggio che “ha preso una misura colossale in tutta l’Italia. E’ l’espressione solenne e concorde di tutto un popolo che protesta contro le scene di sangue e desolazione e riafferma incontrastabilmente il concetto unitario a cui tutti aneliamo” (A.S.Com., cat.XV, b.1, fasc.1).

File: Scheda Tecnica Archivio Storico Comunale 9.doc (117,19 Kb) -




  Comincia da te


  Login

Login


» Webmail
Accedi alla Web Mail del SangroAventino



  Ricerca

Ricerca

» Ricerca Avanzata



  IMMAGINI




Stampa questa Pagina | Segnala questa Pagina | Torna Su


Portale Territoriale Sangro Aventino