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-Pennadomo - domenica 21 aprile 2019 

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Pennadomo

e la sua storia

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Fu interessato ad insediamenti abitativi fin dalla preistoria (enolitico), come certificano i reperti rinvenuti nel territorio. Il toponimo “Penna in Domo” (dal sostrato pinna, sasso proveniente dal terreno, usato per spiegare la zona posta in altura, e dal latino domus, entità territoriale alla metà del X secolo per indicare il territorio dei feudi di Torricella Peligna, Palena, Lama dei Peligni, Taranta Peligna e Pizzoferrato, riferibile a Juvanum, la capitale regionale romana) rende improbabile il riferimento alle terre della famiglia Borrelli. Nel XII secolo, il castello di Pennadomo è, visto più volte nell’atlante di Edrisi, lontano dodici miglia da Roccamontepiano. Nel 1114, la zona è ricordata come Domo in pinna, quando Roberto, vescovo di Chieti, cede ad Alessandro, primo dell’eremo di S. Salvatore a Maiella, le decime dei vivi e dei morti di Gisso, Pennadomo e Altino. Nel 1320, il valore del paese era di 3 once, 13 tari e 15 grana. Nel XIV secolo, Pennadomo è ricordato per le decime degli anni 1308, 1324, 1326 dovute dai: clerici castri Penne de domo, clerici de Penna de Homine, in Penna de Homine, ecclesia S. Nicolay e S. Laurentii in Penna de homo. Nella prima metà del XV secolo la proprietà fu feudato da Raimondo de Anichino e nel XVII secolo vi ebbero signoria i Malvini-Malvezzi dei duchi di Santa Candida, aristocratici bolognesi, parenti dei Medici di Firenze.
Il Comune di Pennadomo si trova lungo una deviazione della strada provinciale che da Palena e Torricella Peligna conduce al Lago di Bomba e alla Fondo Valle Sangro. Si mostra apertamente, con la bellezza del lago di Bomba alle spalle, al visitatore che lo raggiunge scendendo da Torricella; è invece nascosto alla vista di chi sale dal Lago perchè il paese è "appoggiato" ad alcune enormi rocce stratificate, le Lisce che impediscono di vederlo dal basso. Il centro storico presenta tante piccole abitazioni quasi "aggrappate" al sostegno e alla difesa delle Lisce, con la seicentesca chiesa di San Nicola che si distingue dalle abitazioni solo per avere in alto il campanile ma che conserva al suo interno alcune statue lignee risalenti al 1500 ed una preziosa Croce di Nicola da Guardiagrele.




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