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-Colledimacine - martedì 25 giugno 2019 

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[Palazzi]

Palazzo Baroni Barbolani

L’imponente edificio è attualmente costituito dall’aggregazione di due blocchi. L’orografia del sito determina un dislivello per cui il fronte principale si sviluppa su tre livelli mentre il restante corpo di fabbrica ne presenta due

Immagine:

Comune e provincia:
Colledimacine (Ch)

Tipologia:

l’imponente edificio è attualmente costituito dall’aggregazione di due blocchi. L’orografia del sito determina un dislivello per cui il fronte principale si sviluppa su tre livelli mentre il restante corpo di fabbrica ne presenta due

Ubicazione:
il complesso monumentale di palazzo Barbolani è sito nella parte più alta del paese con la facciata principale rivolta verso la piazza più importante del centro storico. E’ parte di un complesso che comprende anche la chiesa di S. Nicola, i resti di una probabile porta urbica e l’ex chiesa di San Rocco, oggi denominata casa dell’arciprete

Utilizzazione:
l’edificio è attualmente abbandonato. Solo una piccola parte è stata recentemente restaurata ed utilizzata come abitazione

Epoca di costruzione ed eventuali aggiunte/modifiche/restauri:
costruito sui resti dell’antico castello medioevale, palazzo Barbolani si può far risalire alla fine del XVIII secolo anche se la prima notizia certa dell’esistenza di tale fabbrica porta la data del 1875: si tratta di un documento che ne attribuisce la proprietà ai fratelli Achille e Raffaele Ulisse Barbolani, antica famiglia di origine toscana. Durante il secondo conflitto mondiale un bombardamento causò seri danni all’edificio. All’originario impianto, molto probabilmente, può essere annessa la parrocchiale del paese, definibile quale originaria cappella gentilizia del complesso architettonico. Tale ipotesi sembra avvalorata dal confronto fra le tecniche costruttive dei paramenti murari dei due edifici e dalle similari caratteristiche dei materiali con cui sono stati realizzati

Stato di conservazione:
del palazzo si conservano piuttosto integre alcune parti originarie seppur attualmente in pessimo stato di conservazione: lesioni superficiali e profonde sono presenti in aree estese del fabbricato originate dalla vetustà e dallo stato di abbandono a cui da anni è sottoposto. Numerose sono le tracce di interventi di restauro che si sono succeduti nel tempo come testimoniano anche i numerosi capo-chiave posti sulla facciata principale. L’estremità meridionale del complesso è stata recentemente restaurata con la conseguente perdita dei rapporti dimensionali delle aperture con l’originaria fabbrica, la stesura di un incongruo strato di intonaco, l’eliminazione e il riadattamento di alcune finiture architettoniche, la nuova copertura e l’inserimento di elementi costruttivi che ne compromettono l’aspetto complessivo.
Inoltre al fabbricato è stato recentemente addossato un piccolo edificio completamente estraneo al complesso e pertanto sarebbe opportuna la sua demolizione

Descrizione dell’edificio con riferimento ai materiali e alle tecniche costruttive adottate:
la fonte è in uno stato di conservazione buono. Lievi forme di degrado costituiti da muschi e umidità sono presenti nel paramento murario
L’originario impianto, oggi molto rimaneggiato per la perdita di porzioni di fabbricato, si presenta con il fronte principale rivolto verso la piazza del paese, distribuito su tre livelli più il sottotetto, a quattro assi, sostanzialmente costituito da due blocchi disposti ad L, realizzato prevalentemente in pietra calcarea, scaglie e inserti in laterizio in corrispondenza di alcune finiture. I vari piani risultano evidenziati da cornici marcapiano e sono caratterizzati dalla presenza di sole finestre architravate; al di sotto del cornicione del sottotetto si conservano ancora in alcuni punti tracce di una decorazione che ricorda i triglifi.
Resti di un portale addossati al palazzo testimoniano l’accesso originario ad uno spazio interno del probabile preesistente castello di cui oggi restano solo poche tracce.
Nell’area retrostante la facciata principale si rilevano la presenza di un edificio pubblico addossato alla fabbrica, segno di un recente sviluppo edilizio che ha parzialmente eliminato porzioni dell’originario fabbricato. L’estremità del palazzo è caratterizzata dai resti di una cortina difensiva che presenta elementi costruttivi tipici di strutture fortificate a testimoniare l’antica fondazione del borgo e del edificio analizzato


Bibliografia:
AA.VV., Chieti e la sua provincia, Vol. II : I comuni , Chieti 1990
M. DI RUSSO , Raffaele Ulisse Barbolani. Un diplomatico abruzzese nel Giappone di fine Ottocento, in “Oggi e Domani”, CCLXX, 1999, 10, p. 11
M. LATINI, Abruzzo. Guida storico-artistica, Pescara 2003

Fonti archivistiche:
Archivio di Stato di Chieti, Antico Catasto dei Fabbricati, vol. I, partite 311 e 312.
Archivio di Stato di Chieti, Antico Catasto dei Fabbricati, Colledimacine, vol. II.
Archivio di Stato di Chieti, Fondo Prefettura, II serie, V versamento, affari comunali, 1887-1969, Colledimacine, 155.

Clicca qui per visualizzare e scaricare la scheda tecnica redatta dall’Università “G. D’Annunzio”, facoltà di Architettura, Dipartimento di scienze, storia dell’Architettura, Restauro e Rappresentazione.

File: Palazzo Barbolani.pdf (136,05 Kb) -




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