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-Bomba - domenica 16 dicembre 2018 

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[Chiese]

Chiesa di Santa Maria del Popolo

Impianto a croce greca con abside allungata e cappelle laterali

Immagine:

Comune e provincia:
Bomba (Ch)


Tipologia:
impianto a croce greca con abside allungata e cappelle laterali

Ubicazione:
la chiesa è ubicata in cima al centro storico, in piazza Piano della Torre

Dati catastali:
foglio 8, particella C

Utilizzazione:
la chiesa è attualmente officiata

Epoca di costruzione ed eventuali aggiunte/modifiche/restauri:
il più antico documento che attesta dell’esistenza della chiesa risale agli anni 1308 e 1324-1325, quando nelle Rationes Decimarum Italiane vengono menzionati per la prima volta i clerici castri Bombe o de Bomba e le chiese S. Mauri, S. Marie, S. Alberici in Bomba, prima notizia certa anche dell’esistenza del centro abitato di Bomba. Della chiesa dell’epoca oggi non restano tracce, poiché alla metà del XVIII secolo, ad opera di don Bertrando Spaventa, venne edificato ex novo l’edificio attuale, demolendo l’antica struttura; un’iscrizione sul portale laterale ci conferma che lo stesso venne realizzato nel 1742. I lavori terminarono nel 1757, come attesta la lapide a don Bertrando Spaventa posta accanto all’ingresso principale, sulla controfacciata. Al terzo quarto del XVIII secolo appartengono le tele sugli altari laterali; al 1806, invece risale la realizzazione del coro ligneo e, con molta probabilità, dello stesso periodo sono i confessionali ed il pulpito. Da allora, nel corso degli anni la chiesa non ha subito grandi modifiche, fino agli anni Quaranta del Novecento, quando vennero realizzati in marmi colorati l’altare maggiore, di cui oggi resta solo la mensa, la pavimentazione e la balaustra della zona presbiteriale. Interventi di restauro sono stati eseguiti negli anni Cinquanta e Novanta del secolo scorso

Stato di conservazione:
l’edificio presenta globalmente un buono stato di conservazione sia internamente che esternamente. Sulla facciata, realizzata con una muratura in pietra a vista, vi sono tracce di intonaco: con molta probabilità essa doveva essere completamente intonacata ma attualmente la sua immagine originaria è quasi totalmente illeggibile. L’interno, con superfici stuccate e dorate, è stato ridipinto durante gli ultimi lavori di restauro e quindi risulta ben conservato. Rimane, però, una nota di discordanza: l’altare maggiore, troncato per esigenze liturgiche della parte superiore coi gradini, mal si accosta all’immagine di una chiesa barocca che in quel punto vuole nascosto il coro a favore dell’altare

Descrizione dell’edificio con riferimento ai materiali e alle tecniche costruttive adottate:
il prospetto della chiesa si alza su una piazzetta a strapiombo sulle via del centro storico. Presenta forme tardo barocche molto accentuate; affida, infatti, tutta la sua valenza architettonica all’articolato ritmo ottenuto con la sovrapposizione nei campi estremi, di due ordini di paraste ribattute, a sezione rettangolare, di ordine dorico sotto e ionico sopra, separate da un’accentuata trabeazione.
Il secondo ordine di paraste regge anch’essa una trabeazione su cui si imposta il timpano dal profilo curvilineo che corona la facciata. In basso al centro si apre il portale d’ingresso principale, arricchito superiormente da un motivo mistilineo, sormontato da un’aggettante cornice ad arco a sesto ribassato; in asse con esso, in alto si apre un’ampia finestra dal profilo ad arco a sesto ribassato, coronata da una cornice orizzontale.
La facciata si raccorda ai prospetti laterali con superfici curve al primo ordine e con volute al secondo, compensando in tal modo il dislivello esistente tra il volume della navata centrale e quello delle cappelle laterali. Sul suo lato sinistro si alza il campanile.
Esso, nella veste attuale, è la sopraelevazione di una antica torre: attraversato da un fornice coperto da una volta a botte, ha i cantonali delimitati da paraste in pietra squadrata che nell’ultimo ordine raddoppiano e delineano un profilo ad angoli smussati. L’ultimo settore presenta una tecnica muraria vistosamente diversa da quella sottostante, in cui sono evidenti antiche aperture successivamente tamponate. Sul prospetto laterale sinistro della chiesa si apre un portale realizzato con elementi architettonici in pietra calcarea e riccamente rifinito, che porta un’iscrizione con la data 1742. Due paraste ioniche sormontate da una trabeazione, aggettante in corrispondenza dei sostegni, sono coronate in alto da un timpano curvo spezzato, con al centro due volute e una modanatura anch’essa dal profilo curvo, che sostiene un bassorilievo con lo stemma degli Adimari.
L’interno della chiesa è interamente rivestito di intonaci e stucchi tratti dal repertorio tardo-barocco. Un ordine di paraste composite, con capitelli dorati e fusto liscio, aggetta dalle pareti e regge una trabeazione molto sporgente su cui si imposta la volta a botte lunettata ripartita da costoloni che si innestano in corrispondenza proprio delle paraste e che risulta decorata da cornici dorate dalla geometria complessa, in cui sono affreschi raffiguranti scene della vita di Maria e i simboli della cristianità. La volta si interrompe all’incrocio dei bracci per lasciare il posto ad una calotta ellittica su pennacchi, decorati con stucchi bianchi su fondo dorato.
Il presbiterio, rialzato di uno scalino e chiuso da una balaustra in marmo, ospita al centro l’altare maggiore. Il dosale, realizzato con modanature di complessa geometria e decorato con stucchi di angeli, putti, festoni e ghirlande, accoglie al centro una tela raffigurante l’Assunzione di Maria. Oltre ad esso, numerosi dipinti si conservano nella chiesa, quasi tutte opere del pittore napoletano Ludovico De Majo, realizzate nel terzo quarto del XVIII secolo: gli altari laterali dalle linee tardobarocche, infatti, conservano nei dossali tele di santi che danno il nome alla cappella che li custodisce. Altri elementi decorativi di rilievo dell’edificio sono gli stucchi di Carlo Piazzoli e Alessandro Terzani. Essi riproducono, in bassorilievi inquadrati da cornici, scene tratte dall’antico e nuovo testamento, e sono collocati, addossati alla parete, sull’intero perimetro, tra le paraste, a mezza altezza tra il pavimento e la trabeazione. Alcuni arredi di rilievo sono il pulpito, i confessionali e il coro in legno con bassorilievi ed intagli a tutto tondo, opera, quest’ultima, del maestro Domenico De Simone di Agnone, nel 1806


Bibliografia:
AA.VV., Chieti e la sua provincia, Chieti 1990
G. CANIGLIA, M. PAGLIARONE, T. MARTORELLA, Bomba e dintorni, Chieti 1992
V. DE CECCO, E. GIANCRISTOFARO, Frentania sconosciuta, Lanciano 1969
L. SARACENI, Bomba d’altri tempi, Dolzago 1978.

Clicca qui per visualizzare e scaricare la scheda tecnica redatta dall’Università “G. D’Annunzio”, facoltà di Architettura, Dipartimento di scienze, storia dell’Architettura, Restauro e Rappresentazione.

File: Chiesa di Santa Maria del Popolo .pdf (140,10 Kb) -




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