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-Bomba - domenica 21 aprile 2019 

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[Case e Casali]

Borgo di S. Antonio al Ponte

Agglomerato di edifici addossati gli uni agli altri e raggruppati attorno alla piazzetta centrale con la chiesa

Immagine:

Comune e provincia:
Bomba (Ch)


Tipologia:
agglomerato di edifici addossati gli uni agli altri e raggruppati attorno alla piazzetta centrale con la chiesa

Ubicazione:
il borgo è ubicato in aperta campagna, nei pressi del fiume Sangro, nella frazione Ponte di S. Antonio

Utilizzazione:
alcuni edifici sono ancora utilizzati come abitazioni, cantine e rimesse agricole; altri, invece, sono abbandonati ed in parte ridotti allo stato di rudere.

Epoca di costruzione ed eventuali aggiunte/modifiche/restauri:
il borgo di S. Antonio sorge nel punto in cui il fiume Sangro forma un guado plurisecolare, per la cui presenza e la successiva realizzazione di un ponte, questo luogo è stato un crocevia nevralgico della viabilità, prevalentemente armentizia, ma anche commerciale. In questo punto, infatti, confluiscono ben 5 bracci fratturali, paralleli e perpendicolari al corso del fiume. Grazie alla presenza di pastori e mercanti, i quali dovevano pagare un dazio per l’attraversamento del ponte, il borgo subì una crescita progressiva, tanto che venne edificata la chiesa e a questa venne annesso un feudo. Rivolta verso il fiume è anche possibile constatare la presenza di una torre. La chiesa, considerata l’attività prevalente legata alla pastorizia del luogo in cui sorge, fu dedicata a Sant’Antonio Abate. Nel corso dell’Ottocento molti edifici furono ristrutturati o addirittura ricostruiti in parte, come ci attestano iscrizioni con date appartenenti al XIX secolo, leggibili in più punti. Negli anni Cinquanta del Novecento, con la fine della transumanza tradizionale, la chiesa perse la sua importanza fino ad essere utilizzata come fienile. Con essa anche il borgo sembra aver finito la sua vita. Agli inizi del secolo scorso vi abitavano circa 60 persone ed una delle abitazioni era adibita a scuola elementare; successivamente il fenomeno dell’emigrazione ha svuotato l’intero borgo

Stato di conservazione:
gli edifici che costituiscono il borgo versano in un pluriennale stato di abbandono. Le strutture hanno perso gran parte della loro stabilità, dando occasione a crolli e lesioni di varia natura, che si è cercato di arginare mediante risarcimenti eseguiti con disattenzione e noncuranza. Numerose, infatti, sono le parti dove i moderni foratini, il cemento, il ferro e la lamiera hanno sostituito i più tradizionali materiali da costruzione ed hanno fatto perdere completamente la primitiva immagine del luogo. Laddove gli elementi sono originari si presentano fatiscenti o vistosamente deteriorati

Descrizione dell’edificio con riferimento ai materiali e alle tecniche costruttive adottate:
gli edifici si raccolgono attorno alla piazzetta centrale: una chiesetta, un palazzetto ed alcune abitazioni rurali. A questi edifici si addossano altri di più recente costruzione: rimesse per attrezzi agricoli, stalle e magazzini. La tipologia più comune è quella tipica della case rurali: un piano terra con cantine e stalle; un piano superiore, accessibile da una scala esterna, con la cucina, ed un secondo piano con le camere da letto. Alcune caratteristiche comuni degli edifici sono le partizioni orizzontali: al piano terra sono perlopiù volte a crociera o a botte, realizzate con bozze di pietra, al primo piano vi sono volte a padiglione di mattoni disposti in foglio e al secondo piano la copertura del tetto a falde a vista, con una orditura di travi in legno e manto di pianelle e coppi. Il coronamento degli edifici è quasi esclusivamente realizzato con filari sovrapposti di romanelle annegate nella muratura. Il materiale utilizzato con prevalenza, tanto per le murature che per i particolari costruttivi, è la pietra. Al mattone, infatti, è riservato l’uso solo in poche parti, quali portali e finestre. La tecnica muraria è del tipo a sacco, con un’apparecchiatura irregolare di bozze di calcare e ciottoli spaccati disposti in filari sub-orizzontali e paralleli, con numerose zeppe di frammenti di laterizio e scarto di lavorazione della pietra


Bibliografia:
G. CANIGLIA, M. PAGLIARONE, T. MARTORELLA, Bomba e dintorni, Chieti 1992
L. SARACENI, Bomba d’altri tempi, Dolzago 1978.

Clicca qui per visualizzare e scaricare la scheda tecnica redatta dall’Università “G. D’Annunzio”, facoltà di Architettura, Dipartimento di scienze, storia dell’Architettura, Restauro e Rappresentazione.




File: Borgo S. Antonio al Ponte .pdf (128,18 Kb) -




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