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-Atessa - sabato 18 gennaio 2020 

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[Porte]

Porta di San Giuseppe o delle Fonti

Atessa (Ch)

Immagine:

Comune e provincia:
Atessa (Ch)

Tipologia:
porta urbica

Ubicazione:
via fontane vecchie

Utilizzazione:
il fornice alla base, insieme ai pochi resti del circuito murario, conducono alla porta di S. Margherita

Epoca di costruzione ed eventuali aggiunte/modifiche/restauri:
costruita nel 1240 secondo fonti bibliografiche, di certo già esisteva nel 1261, data in cui fu rilasciato il permesso per l’edificazione di un ospedale da erigersi proprio nei pressi della porta. Un’altra attestazione della sua esistenza e delle attività che si svolgevano nei suoi pressi risalirebbe al 1545, anno in cui risulta documentata la presenza della compagnia di Maria SS. Dei Raccomandati, che assisteva viandanti e infermi in un ricovero sito sopra la porta di S. Giuseppe.
Importanti lavori che hanno stravolto l’aspetto della costruzione si ebbero alla fine XIX secolo con l’apertura nel prospetto nord di due finestre al secondo livello e di un balcone al primo livello, anche se già nel 1936 la parte basamentale della porta risultava in un cattivo stato di conservazione, così descritto in un documento: “un vano di fabbricato rurale in pessime condizioni, privo di volta, con copertura di travi e tavole, con gradinata esterna e sottoscala ed ancora una sottostante stalletta scavata nel tufo con un piccolo spazio scosceso tufaceo…” e nel 1942 anche il primo livello viene descritto in un documento come “un piccolo corridoio largo circa 2m e lungo circa 6m […] piccolissimi vani in cattivissimo stato, senza intonaco”

Stato di conservazione:
cattivo

Eventuale vincolo del ministero dei beni Culturali e Ambientali

Descrizione:
la porta di S. Giuseppe si distingue dagli altri accessi alla città per un’architettura più complessa, con fornice centrale ad arco acuto. Su ambedue i prospetti vi sono una serie di beccatelli, elemento questo tipico delle costruzioni difensive che non solo le ornava ma spesso, come in questo caso, serviva a celare una o più caditoie. I beccatelli della porta di S. Giuseppe sono costituiti da archetti a sesto acuto, realizzati con mattoni sporgenti dalla muratura ed impostati su mensole in pietra. La costruzione è realizzata con una muratura eterogenea di mattoni e pietrame, riservando alla pietra appena sbozzata il solo compito di definire il fornice a valle, maggiormente curato nelle sue parti, con base e cornice d’appoggio, diverso dal fornice a monte, realizzato con mattoni. Quest’ultimo è fiancheggiato in alto da due aperture, parzialmente visibili, ad arco ribassato successivamente tamponate. Alla facciata a valle sono addossate costruzioni più recenti che ne compromettono una lettura d’insieme; su di esso, all’incirca in asse con il fornice sottostante, è ancora visibile la caditoia, realizzata in laterizio ma sostenuta da due mensole in pietra, uguali a quelle sulle quali sono impostati i beccatelli. All’ultimo livello c’è un’evidente apertura ad arco realizzata in mattoni, successivamente richiusa. La copertura in coppi, è a due falde. Su entrambi i prospetti sono ben visibili le buche pontaie. Sul prospetto a monte, tra il fornice e gli archetti, è stato aperto un balcone realizzato con due lastre di pietra su mensola centrale, anch’essa lapidea. Nella parte superiore, invece, in cui maggiore è la presenza di mattoni a riprova di una fase costruttiva successiva all’impianto originario, si trovano una finestra e un altro balcone alla romana.


Fonti archivistiche e bibliografia:
AA.VV., Atessa ieri, Lanciano (Ch) 1983
T. BARTOLETTI , Memorie per gli Annali di Atessa, Ms. ined., 1815, vol. I, sez. II, cap. 1
S. A., Prepositura di Atessa

Documentazione fotografica tratta da Una memoria per la città
Nota di trascrizione a favore di Guido Di Pasquale Di Concezio contro Sabia Flocco fu Vincenzo vedova Menna
Nota di trascrizione a favore di Guido Di Pasquale Di Concezio contro Mariantonia Sorge fu Simone.




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