Salta Menù|

testata_cultura

-Atessa - domenica 16 dicembre 2018 

Sei in: »Portale Sangro Aventino »Patrimonio Culturale »-Atessa



  Menu Principale


  Monumenti


  Palazzi


  Chiese



  Ville





  Eventi




  Porte




[Chiese]

Cattedrale di San Leucio

Impianto basilicale a cinque navate con terminazione piatta

Immagine:

Comune e provincia:
Atessa (Ch)


Tipologia:
impianto basilicale a cinque navate con terminazione piatta

Ubicazione:

la chiesa sorge nel centro antico, in via Roma, tra i due nuclei originari della città, i quartieri di S. Michele e S. Croce

Utilizzazione:
la chiesa è attualmente officiata

Epoca di costruzione ed eventuali aggiunte/modifiche/restauri:
esistono fonti documentarie certe che consentono di affermare che la prima chiesa intitolata a S. Leucio esisteva già nell’874. Dagli scritti di Tommaso Bartoletti, storico locale, si ha notizia di un restauro non meglio definito, effettuato nel 1312; a quella data, tuttavia, sono attribuiti il rosone della scuola Lancianese del Petrini sormontato dall’agnello crucigero e le rappresentazioni simboliche dei quattro evangelisti, che in quel periodo si trovavano ai lati del rosone. Secondo alcuni storici, alla metà del Trecento, la cattedrale di S. Leucio poteva presentarsi con un impianto di tipo basilicale a tre navate con archi ogivali impostati su pilastri. Non si hanno altre notizie della chiesa fino al 1596 anno in cui vengono commissionate agli intagliatori Antono Parvolo e Giambattista Cerinola la custodia grande ed il baldacchino all’altare maggiore. Nel 1750 iniziarono altri importanti lavori di rinnovamento della cattedrale, che in quella occasione fu portata a cinque navate e si dotò del campanile e di una nuova facciata, conclusa con timpano curvilineo e volute laterali. I lavori erano probabilmente già finiti nel 1769, anno in cui la chiesa fu arricchita di arredi quali il coro ligneo, il pulpito, la cassa dell’organo, la cattedra prepositurale e le due sedie del magistrato, opera dei celebri intagliatori Mascio. Agli inizi degli anni Novanta dell’Ottocento, i lavori per la realizzazione di una strada, fornirono l’occasione per manomettere fortemente il contesto in cui era inserito l’edificio con la totale demolizione delle costruzioni che lo fronteggiavano e modifiche alla quota della strada. Nel 1935 un pesante intervento di restauro, condotto dalla Soprintendenza abruzzese, ha inteso restituire alla chiesa l’originale facciata medioevale per cui sono state rettificate le volute barocche, costruito un timpano triangolare, murate le finestre sui portali laterali (sostituite da oculi) e spostate in basso le nicchie con i simboli degli Evangelisti. Nel gennaio 2003, a seguito dello spostamento del coro ligneo che necessitava di restauro, sono stati rinvenuti due affreschi del XIII-XIV secolo. Si tratta di due nicchie completamente dipinte e di un frammento di citazione di un salmo in caratteri gotici.

Stato di conservazione:
le condizioni della fabbrica sono buone tanto in ordine alle strutture che ai paramenti

Descrizione dell’edificio con riferimento ai materiali e alle tecniche costruttive adottate:
l’edificio, raccordato al piano stradale da due pronunciate rampe di accesso, presenta un prospetto che non denuncia all’esterno la complessa articolazione interna, frutto di interventi diversi nel corso dei secoli. Proprio l’accrescimento continuo dell’edificio spiegherebbe la soluzione di un prospetto che non dichiara le ultime due navate laterali, inglobate nelle costruzioni attigue, con un settore centrale con terminazione a capanna e due settori laterali conclusi da un alto attico, in cui si aprono gli accessi alle navate laterali. Orizzontalmente la facciata risulta interamente divisa in due parti da una cornice sorretta esclusivamente da lesene poste negli angoli, non essendo il settore centrale articolato dalla presenza di alcun elemento architettonico ma risultando fortemente caratterizzato dalla presenza di conci lapidei nella muratura in laterizio. Tutta la valenza artistica del prospetto è, pertanto, affidata allo strombato portale d’ingresso, realizzato in pietra con archi a sesto acuto e racchiuso da una cornice poligonale, sormontato da una nicchia in cui è collocata la statua di S. Leucio, cui si affiancano altre due nicchie per lato, in cui si conservano sculture rappresentanti simboli religiosi che raffigurano i quattro evengelisti. Al portale centrale se ne affiancano due laterali, anch’essi a sesto acuto, sormontati da oculi. Al di sopra della cornice, il settore centrale che mostra una muratura in opus spicatum, si erge racchiuso tra due lesene lapidee su cui si imposta direttamente la cornice inclinata di coronamento. Al centro, spostato verso il basso, spicca il rosone della chiesa, sovrastato da una piccola scultura dell’agnello crocifero, attribuita alla scuola lancianese di Francesco Petrini, racchiuso da un cornice impostata su colonne sorrette da leoni stilofori. All’interno la cattedrale si presenta a cinque navate con terminazione piatta e cinque altari laterali per parte. La vastità dell’ambiente risulta unificata dalla ricchezza delle decorazioni e dall’ordine architettonico impiegato, che consentono di superare le incertezze di un impianto realizzato senza una chiara visione d’insieme dell’organizzazione spaziale. Un ordine di arcate impostate su pilastri dividono la navata centrale dalle laterali. La navata centrale è interamente rivestita di intonaci e stucchi tratti dal tipico repertorio tardo-barocco: un ordine architettonico di paraste composite, con capitelli dorati e fusto liscio affrescato ad imitazione del marmo, sostiene una trabeazione molto sporgente che segue, senza interruzione, il suo intero perimetro e segna il piano d’imposta della volta a botte lunettata con costoloni in corrispondenza delle paraste sottostanti, decorata da cornici dorate dalla geometria complessa, che inquadrano affreschi di scene tratte dalle sacre scritture, opera dell’artista Teodoro Ludovico. Un grande arco impostato su pilastri angolari smussati, divide la navata centrale dalla zona absidale coperta da una cupola emisferica impostata su pennacchi decorati con stucchi dorati, così come l’intera superficie della cupola.
La parete absidale è decorata da un affresco che fa parte di un ciclo che si suppone possa riferirsi al culto del “Divin Sacramento”. Più sobrie nelle decorazioni sono le navate laterali, le prime coperte da volte a crociera, le seconde da una successione di volte a vela, mentre i muri perimetrali sono arricchiti da una serie di altari minori. All’interno si segnala la presenza di una cantoria lignea e dell’organo, la cui mostra fu realizzata nel XVIII secolo dai celebri intagliatori Mascio di Atessa, ai quali si devono anche altri arredi esistenti in chiesa come il pulpito, il coro e la cattedra episcopale, l’ostensorio, datato 1418, di Nicola da Guardigrele, una croce processionale anch’essa attribuita da alcuni all’artista ed il busto in argento di S. Leucio.


Bibliografia:
AA.VV., Atessa ieri. Storia tradizioni uomini illustri, Lanciano 1983, pp. 58–61
AA.VV., Atessa, guida alla città, Lanciano 1988
AA.VV., Atessa: le immagini…la storia, in Antiche città d’Abruzzo, 1999 vol. I, pp. 58, 59, 64 – 97
ARCHEOCLUB di Atessa (a cura di), Atessa guida della città, Lanciano 1983, pp. 46-49
T. BARTOLETTI, Bibliografia cronologico-storico-critica degli uomini illustri atessani
I. C. GAVINI, Storia dell’architettura in Abruzzo, Milano - Roma 1928, p. 108
A. IOVACCHINI, D. IOVACCHINI, Per una storia di Atessa, Ms. ined., Atessa (Ch) 1993, pp. 46-49, 68-69
Il Centro, Giovedì 30 gennaio 2003.

Clicca qui per visualizzare e scaricare la scheda tecnica redatta dall’Università “G. D’Annunzio”, facoltà di Architettura, Dipartimento di scienze, storia dell’Architettura, Restauro e Rappresentazione.

File: Cattedrale di San Leucio.pdf (140,19 Kb) -




  Comincia da te


  Login

Login


» Webmail
Accedi alla Web Mail del SangroAventino



  Ricerca

Ricerca

» Ricerca Avanzata



  IMMAGINI




Stampa questa Pagina | Segnala questa Pagina | Torna Su


Portale Territoriale Sangro Aventino